Sull’elezione diretta del Presidente della Repubblica. Le ragioni del no

di Alessandro Gigliotti

ElezioniCapodelloStato19aprile-594x350La rielezione di Giorgio Napolitano alla carica di Presidente della Repubblica, avvenuta nello scorso mese di aprile, ha riaperto il dibattito – invero mai del tutto sopito – sulla proposta di introdurre nella Costituzione italiana l’elezione a suffragio diretto della massima carica istituzionale. La tesi in questione si fonda, in sostanza, sulla considerazione per cui la crisi politica del 2013 avrebbe dimostrato per l’ennesima volta che l’ordinamento italiano ha bisogno di un Capo dello Stato forte ed autorevole, in grado di neutralizzare i conflitti politici, e che pertanto la modalità di preposizione più idonea per una simile figura istituzionale è, per l’appunto, l’elezione popolare.

Già all’inizio degli anni ottanta il Partito socialista italiano si fece promotore di un’ipotesi del genere e, d’altra parte, essa è stata costantemente all’ordine del giorno dell’agenda politica, anche dopo che le vicende del 1993-1994 hanno mutato considerevolmente il quadro istituzionale. Basti pensare, ad esempio, al fatto che la proposta di revisione della Seconda Parte della Costituzione, elaborata dalla Commissione bicamerale presieduta da Massimo D’Alema nella XIII legislatura, prevedeva appunto che il Capo dello Stato venisse eletto direttamente dal corpo elettorale, benché tale scelta sia stata adottata in extremis e per circostanze del tutto accidentali.

Ad oggi, la proposta di elezione diretta del Capo dello Stato potrebbe inserirsi in un più ampio disegno volto ad instaurare nell’ordinamento italiano il modello semipresidenziale della Quinta Repubblica francese. Ragionando sulle indubbie assonanze tra le istituzioni della Quarta Repubblica (1946-1958) e quelle italiane, vi è chi ritiene – non a torto, probabilmente – che gli annosi e mai risolti problemi di governabilità potrebbero essere superati una volta per tutte optando per l’esempio francese, che si fonda proprio sull’elezione diretta del Capo dello Stato, vero dominus del potere esecutivo. Tuttavia, occorre evidenziare che il modello istituzionale gaullista necessita di alcune condizioni per funzionare correttamente, in assenza delle quali produrrebbe verosimilmente un tasso di litigiosità ed ingovernabilità addirittura maggiore di quello attuale, già di per sé alquanto elevato. Il modello semipresidenziale, nella chiave di lettura francese, presuppone infatti che i leader di partito concorrano per la Presidenza della Repubblica e non per la carica di Primo ministro, quest’ultima generalmente assegnata ad un «delfino» del Capo dello Stato. In assenza di coincidenza tra la maggioranza presidenziale e quella parlamentare, però, si apre uno scenario caratterizzato da forti tensioni e da equilibri di difficile realizzazione e tale prospettiva si palesa tanto più probabile quanto più deboli sono le forze politiche su cui dovrebbe fare perno l’intero sistema.

In realtà, la crisi politica degli ultimi anni, culminata nell’esito incerto delle elezioni del 2013 e nelle complesse ed estenuanti trattative finalizzate a formare un governo ed eleggere il nuovo Presidente della Repubblica, ha reso del tutto evidente che il nostro ordinamento ha bisogno di un Capo dello Stato non soltanto forte ed autorevole, ma altresì super partes, sicché – come hanno scritto i «saggi» nella relazione sulle riforme istituzionali – l’opzione a favore del modello semipresidenziale priverebbe l’ordinamento di una figura istituzionale responsabile, la cui presenza si è rivelata e si rivela tutt’ora assolutamente imprescindibile. Una figura che sembra rispondere pienamente a quella disegnata dal costituente: non un Presidente governante, secondo l’esempio statunitense o francese, ma neppure un mero «notaio», chiamato a tagliare nastri o a sottoscrivere atti governativi senza avere alcuna voce in capitolo sul loro contenuto. Al contrario, il Capo dello Stato italiano è dotato di poteri effettivi e riveste un ruolo assai centrale, in particolar modo nei momenti di crisi: in tali frangenti, i suoi poteri tendono ad estendersi come il «mantice di una fisarmonica», essendo egli chiamato a dirimere i conflitti politici, a risolvere le crisi di governo e, talvolta, anche ad imporre – come è avvenuto negli ultimi anni – degli esecutivi che basano la loro stessa esistenza sul sostegno del Quirinale più che sulla maggioranza parlamentare.

Orbene, se questa è la figura di cui l’ordinamento italiano necessita, il Presidente non può essere un uomo di parte, cosa che verosimilmente accadrebbe qualora la sua elezione fosse di pertinenza del corpo elettorale. Il Capo dello Stato, come la Corte costituzionale ha recentemente evidenziato, deve rappresentare l’unità nazionale non soltanto nel senso di attendere all’unità territoriale dello Stato, ma soprattutto di garantire il corretto funzionamento dell’assetto istituzionale. Un arbitro che, per riprendere una felice espressione di Piero Calamandrei, deve assurgere al ruolo di viva vox constitutionis. Nel quadro descritto, il modus eligendi ideale è quello previsto dall’art. 83 Cost. e la scelta dei costituenti di affidare al Parlamento in seduta comune – integrato da una serie di delegati regionali – l’elezione del Presidente della Repubblica risponde pertanto ad una precisa logica: quella di lasciare ad un collegio ristretto, che deve altresì deliberare a maggioranza qualificata, il compito di individuare la personalità più indicata a ricoprire la delicata carica di arbitro del funzionamento dell’apparato istituzionale.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...