L’Italicum al varco

di Alessandro Gigliotti

foto calderoli

I senatori della Lega nord mentre depositano oltre 10.000 emendamenti al ddl di riforma elettorale

L’esame dell’Italicum presso il Senato è arrivato ad un punto di svolta. L’iter in Commissione Affari costituzionali procede a rilento anche per via della mole di proposte emendative presentate dai gruppi (circa 12.000 emendamenti e 6.000 subemendamenti), ma il Presidente del Consiglio Renzi è fermo nel proposito di accelerare i lavori e permetterne l’approvazione entro gennaio, possibilmente prima dell’inizio della delicata partita per il Quirinale.

Com’è noto, a seguito dell’incontro tra Renzi e Berlusconi del mese scorso, si profilano delle modifiche di rilievo al testo approvato dalla Camera dei deputati. In particolare, queste dovrebbero essere finalizzate a ridurre la soglia di sbarramento dall’8 al 3 per cento, ad innalzare dal 37 al 40 per cento la soglia minima per l’assegnazione del premio di maggioranza e ad accordare detto premio non già alla lista o coalizione più votata ma esclusivamente alla lista. Ciò significa che non sarà più possibile alcun apparentamento tra le liste e che queste concorreranno singolarmente. Le proposte sono state successivamente formalizzate in un emendamento presentato dalla sen. Finocchiaro, Presidente della Prima Commissione di Palazzo Madama e relatrice del disegno di legge.

L’attenzione dei senatori, in questi ultimi giorni, è però focalizzata su un altro aspetto, quello della c.d. clausola di salvaguardia che dovrebbe sospendere l’entrata in vigore della legge per un certo arco di tempo, in modo da permettere l’approvazione del disegno di legge di riforma costituzionale che rimodula l’assetto del bicameralismo. L’Italicum, infatti, si applica solo alla Camera e ciò sulla base del presupposto che il Senato sarà a breve escluso dal circuito fiduciario. Pur tuttavia, si pone il problema di eventuali elezioni anticipate, che potrebbero tenersi nel corso del 2015, e quindi prima dell’entrata in vigore della legge di riforma costituzionale che, in tale ipotesi, cadrebbe nel vuoto. Una tornata elettorale che si svolgesse nei prossimi mesi vedrebbe la Camera eletta con un sistema elettorale – l’Italicum, per l’appunto – ben diverso da quello attualmente vigente – noto con l’espressione Consultellum – che, a quel punto, si applicherebbe solo al Senato. Lo spettro di uno scenario simile a quello del febbraio 2013 già si prefigura.

A tal proposito, parte delle forze politiche vedrebbe di buon occhio una norma che condizionasse l’entrata in vigore della nuova legge elettorale all’entrata in vigore della riforma costituzionale del Senato. Dal momento che l’Italicum è pensato e costruito per un bicameralismo non più paritario, con un Senato eletto a suffragio indiretto e comunque estraneo al circuito fiduciario, se cadesse la riforma costituzionale dovrebbe cadere anche quella elettorale. Aut simul stabunt aut simul cadent. Il governo, tuttavia, è propenso ad una mera sospensione temporale di alcuni mesi, in modo tale che il 1° gennaio 2016 la legge elettorale possa entrare in vigore. Nel corso dei lavori, è stato anche proposto di ripristinare pro tempore il Mattarellum, che si andrebbe ad applicare per entrambe le Camere sino all’entrata in vigore dell’Italicum, prevista per il 2016.

Come si può ben notare, sono molti i nodi ancora da sciogliere ed è pertanto difficile azzardare una previsione. In queste ore, i senatori sono infatti impegnati nell’esame della legge di stabilità, che dovrà essere licenziata tra giovedì e venerdì per poi essere definitivamente approvata dalla Camera dei deputati. A motivo dell’ingorgo, non è da escludere che la Commissione Affari costituzionali non faccia in tempo a votare tutti gli emendamenti entro l’inizio della prossima settimana, momento in cui il disegno di legge dovrebbe approdare in Aula. La partita degli emendamenti, quindi, si sposterebbe dalla Commissione all’Aula, dove a gennaio si ripartirebbe da zero. A meno che, ovviamente, una “mossa” del Quirinale non rimetta tutto in discussione e anteponga alla riforma le elezioni per il nuovo Capo dello Stato.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Uncategorized e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...